The Diamond Age

Ovvero, il sottoscala del portinaio dello Snow Crash
Sat Nov 21

Giorgio Fidenato, una battaglia contro le corvée di Stato

Giorgio Fidenato, imprenditore agricolo, presidente dell’associazione Agricoltori Federati della provincia di Pordenone (Friuli) , non è un evasore fiscale. La sua battaglia con il fisco non sottrae risorse allo Stato: sia lui che i suoi dipendenti e i suoi associati pagano tutte le tasse, semmai è il fisco che non le accetta. Se il problema indicato dal ministero delle Finanze è l’assenza di risorse, come mai lo Stato si permette di non accettare il pagamento di tasse pagate dai suoi cittadini? Fidenato, semplicemente, ha deciso di pagare gli stipendi lordi in busta paga. Da imprenditore, rifiuta di svolgere (gratis) il lavoro dell’esattore di imposte: siano i dipendenti stessi a pagare quanto dovuto. La sua non è neppure una battaglia segreta: si è immediatamente auto-denunciato. E ha presentato ricorso nel momento in cui l’Inps gli ha ugualmente recapitato le cartelle esattoriali. Ricorso che, giovedì scorso, è finito di fronte a un giudice del lavoro. Nell’udienza del Tribunale del Lavoro di Pordenone il giudice ha sospeso l’esecutività delle cartelle esattoriali e ha rinviato l’udienza al prossimo 28 gennaio. “Si tratta di un grande passo avanti” - spiega Giorgio Fidenato a L’Opinione - “Il giudice ha comunque riconosciuto che la nostra non è una frode. Altrimenti avrebbe potuto esigere da me un pagamento immediato”. L’avvocato difensore dell’Inps, Paolo Bonetti, nella sua arringa, ha fatto presente che non esiste una giurisprudenza a supporto della posizione di Fidenato: “… a suffragio della tesi avversaria, è il richiamo alla dottrina, ravvisata negli scritti di un ‘economista-giurista francese’, tal Pascal Salin, delle cui capacità e curriculum certamente non dubitiamo, docente universitario ‘tra i maggiori studiosi viventi dei sistemi finanziari dello Stato’, di cui viene citato a piene mani un testo che è tutto un programma: La tirannia fiscale”. Salin, nel suo saggio contro il fisco “ha espresso un concetto molto semplice” - ci spiega Fidenato - “ritiene che esista un equivoco di fondo in tutti i sistemi fiscali: è infatti sbagliato pensare che l’impresa paghi una parte dei contributi del dipendente, perché tutte le tasse sono pagate, alla fine, dai lavoratori. Nella sostanza, è una parte di stipendio quella che l’impresa è costretta a versare a un altro ente”. Ma l’imprenditore friulano non ha dalla sua solo Salin, che comunque ha ispirato la sua azione: mira infatti ad arrivare alla Corte Costituzionale. “Obbligarmi a fare l’esattore (come da Regio Decreto 1827, una legge del 1935) può essere considerata una norma anti-costituzionale. Per l’articolo 23 della Costituzione, nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta, se non in base alla legge. Bene: la legge già ci obbliga a fare il testimone, ci obbligava a fare il militare, ma non può andare contro il diritto di libertà individuale garantito dall’articolo 3 della Costituzione. Essere costretti a svolgere il lavoro di esattore implica costi, economici, di energie e di tempo. Ed è una prestazione personale”. La battaglia di Fidenato è individuale, ma di fronte alla sede del tribunale di Pordenone erano presenti anche gruppi politici di area liberale: il gruppo i riformatori liberali di Libertiamo, radicali, gli imprenditori della Life e soprattutto il Movimento Libertario, di cui Fidenato è membro fondatore. “Io non voglio lavorare gratis per lo Stato, è questo il significato della nostra battaglia” - spiega a L’Opinione Leonardo Facco, presidente del Movimento Libertario - “questa campagna può produrre una serie di conseguenze: dare tutto lo stipendio in busta paga, al loro delle tasse, permette al lavoratore di avere una percezione reale del peso dello Stato. E di diventare un individuo più responsabile”. I sindacati, al contrario, sono infuriati. Per Franco Belci, segretario Cgil del Friuli Venezia Giulia, l’iniziativa di Fidenato è: “un modo per indurre all’evasione fiscale, perché il compito di fare le ritenute spetta a tutti i datori di lavoro”. Il sindacalista dipinge uno scenario nero, in caso di successo dei libertari: “Se noi aboliamo questi passaggi di legalità, apriamo la strada all’anarchia fiscale”. Un concetto analogo, proprio sul caso Fidenato, era stato espresso anche dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: se passa la battaglia contro il sostituto di imposta, “saltano” i conti dello Stato. “Lo Stato si ritroverebbe con 20 milioni di contribuentui a cui deve chiedere soldi” - conferma Leonardo Facco - “i sindacati perderebbero il loro ruolo, 20 milioni di contribuenti si renderebbero conto di quanto pesa lo Stato. Ma questo effetto è positivo. Perché è impossibile che una riforma del sistema fiscale parta dal Parlamento. La riforma per un fisco meno esoso, ristrutturato e più semplice, può partire solo da basso. E poi noi siamo libertari. Non vogliamo salvare il mondo, vogliamo solo difenderci. Se nel proteggere i nostri diritti creiamo dei benefici per tutti, inducendo lo Stato a riformarsi… tanto meglio”.

Stefano Magni - L’Opinione 21 novembre 2009

«Berlusconi ha cambiato gli italiani. Ha offerto loro un modello di libertà negativa: tutti liberi da ogni interferenza, dallo Stato, dalle tasse. Lui ha parlato al familismo e all’individualismo, con la tv commerciale ha coltivato l’idea forte di perseguire la via del consumo e della ricchezza. Questo modello non va via domani mattina perché è radicato ed è la versione estremizzata di un trend che è presente in gran parte dell’Europa».

Intervista a Paul Ginsborg «Il dopo Berlusconi è lontano» - l’Unità.it (via hneeta) (via emmanuelnegro)

A cazzo finalmente. E’ il trend del mondo che conosciamo (perché è sicuramente il trend americano ed è anche il trend cinese, magari non quello giapponese). Il mondo cambia e la società con lui. Pensare che un solo uomo possa alterare brutalmente questa direzioni con delle tv non solo è stupido, ma anche puerile. Possiamo solo cercare di spostarci verso l’una o l’altra riva aspettando una biforcazione verso qualcosa di diverso, ma remare controcorrente è inutile.

(via hangedman)

Mah, nei fatti, dopo 15 anni di opportunità di mettere in pratica le cosette scritte qui sopra, mi pare che non abbia cambiato un bel cazzo di niente. Avrà anche offerto un modello di libertà negativa (quando? forse nel ‘94?), ma una volta posato il culo sulla poltrona ha continuato a perpetuare la rapina fiscale, ha aumentato la spesa pubblica e negli ultimi anni c’è stata pure a svolta da stato etico… boh… a me pare il paese socialistoide di sempre.

ilgobbomalefico:

Pressione fiscale al 68,4%

(ma se chi non paga le tasse è un ladro, chi ti prende sotto la minaccia delle armi il 70% dei soldi cos’è?)

China’s empty city - 10 Nov 09

China’s economy is continuing to grow despite the global recession, helped by a massive government stimulus package of $585bn.

But doubts remain whether such strong growth can be sustained by public spending alone.

Al Jazeera’s Melissa Chan reports from Inner Mongolia, where a whole town built with government money is standing empty.

orsoneiboschi:

rispostesenzadomanda:

expectingtofly:starsmending:poignant:elephantsandlambs:(via okaywithmydecay)

…to live deliberately, to front only the essential facts of life…

orsoneiboschi:

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…to live deliberately, to front only the essential facts of life…

L’investitore statunitense Robert Landis, membro di Golden Sextant, ha affermato martedì a Zurigo che la decisione del governo statunitense di salvare alcune tra le maggiori istituzioni finanziarie del paese significa che «le perdite delle banche sono ora diventate le perdite dello Stato».

Gli investitori stranieri, per esempio la Cina, continuano dal canto loro a prestare denaro agli Stati Uniti, prolungando de facto l’attuale sistema economico. Ciononostante, secondo Landis, «a un certo momento anch’essi sposteranno la loro attenzione verso l’oro».

«L’oro è una sorta di moneta naturale e costituisce un potente simbolo di proprietà privata», ha affermato, prima di aggiungere: «Il denaro non deve essere controllato dai governi».

Parole Sante (via buraku)
livesophia:

This is how Twilight should end.
(via marvinb)

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(via marvinb)

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